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LE REGOLE E LO SPIRITO DEL «FERMO TECNICO»
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Pubblicato su "La Sicilia" del 11/01/2006 pag.29 Pesca, no a nuovo fermo Protesta degli armatori. «La Regione ci deve contributi arretrati per un milione di euro»«Essere pescatori è diventato un problema: le normative europee penalizzano la modernizzazione del comparto, la conversione alla pesca-turismo non è agevolata da interventi mirati e come se non bastasse, con il piano triennale predisposto dalla Regione, che incentiva lo smantellamento della flotta, se da un lato c’è un immediato guadagno per l’armatore, dall’altro, si rischia di far abbassare notevolmente il livello occupazionale. Negli ultimi tempi, invece di costruire si continua a demolire e non siamo più disposti a sottostare a tali scelte». Carmelo Micalizzi, presidente della Federazione armatori Sicilia, durante un incontro avvenuto ieri al Centro direzionale Nuovaluce con l’assessore provinciale al Lavoro Giuseppe Greco, ha voluto riassumere anche attraverso i numeri il disagio che spinge alla protesta contro le istituzioni regionali. «Le famiglie coinvolte – ha detto – sono 1.500 e si contano tra Ognina, Acitrezza, Stazzo, Pozzillo e Riposto, 360 imbarcazioni (tra piccola e grande pesca) per un settore che costituisce un’attività produttiva indispensabile per la nostra terra: nonostante questo, ancora oggi stiamo aspettando un milione di euro come risarcimento per il fermo tecnico di 30 giorni decretato nel 2004. Per questo motivo oggi ci opponiamo anche alla firma di un provvedimento che dispone un nuovo fermo per ben 60 giorni». Nel corso della riunione, gli interventi dei lavoratori, che hanno evidenziato come negli anni, l’attenzione verso la categoria sia diminuita, nonostante continui a crescere il peso dell’attività della pesca all’interno del settore turistico, che oggi viene considerato uno dei principali strumenti per la ripresa economica: «Abbiamo appoggiato in massa questo governo regionale - ha concluso Carmelo Micalizzi - e oggi continuiamo a ricevere solo promesse. Siamo stanchi e speriamo di trovare presto un riscontro per evitare una rottura definitiva». Visto il malessere che ormai opprime la categoria, i rappresentanti hanno richiesto con forza il sostegno politico del presidente Raffaele Lombardo «affinché, anche nella qualità di parlamentare europeo, possa esercitare un’azione di pressing sulla regione siciliana, facendosi portavoce delle nostre esigenze e nello stesso tempo, sostenendo il rilancio della marineria». Alla richiesta è arrivata subito la risposta concreta: «Durante l’incontro previsto con Totò Cuffaro nei prossimi giorni - ha detto Pippo Greco - saranno chieste spiegazioni in merito e verrà certamente evidenziata la necessità d’interventi immediati . A conferma che la Provincia da sempre è sensibile ai problemi dei lavoratori e attenta ai bisogni delle diverse categorie, inoltre, già nei prossimi giorni ci organizzeremo per riaprire il "Tavolo Blu" permanente: uno strumento di confronto e concertazione sulle problematiche della marineria etnea». |
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