Federazione Armatori Siciliani

New: Leggi, normative e decreti, Regionali, Nazionali e Comunitari - SFOP 2000/2006  bando ammodernamento flotta - Marchio doc "Pis" (prodotti ittici siciliani) - Interventi del presidente della F.A.S. Carmelo Micalizzi -

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Sicurezza Alimentare  con il Marchio Siciliano doc "Pis"  (Prodotti Ittici Siciliani) 

Comunicazioni dal PresidenteCarmelo Micalizzi

LE REGOLE E LO SPIRITO DEL «FERMO TECNICO»

Pubblicato sul Quotidiano "La Sicilia" del 28/01/2006 pag.

«Il mare e il futuro del pesce azzurro»

In riferimento all'articolo pubblicato sul vostro autorevole quotidiano a pagina 33 del 19 gennaio a firma della bravissima dott.ssa Assia La Rosa sul tema: «A rischio il futuro del pesce azzurro» si sottolinea quanto segue:
1) Gli armatori autorizzati ala cattura del neonato c.d. «u' muccu» ringraziano tutte le Autorità preposte alla vigilanza sulla pesca marittima, perché aiutano a far rispettare le leggi in materia.
2) la colpa sul rischio del futuro del pesce azzurro e non solo, ma di tutte le specie marine non è solo del pescatore, ma principalmente dei politici e dei loro deputati ad assumere le decisioni delle sorti della pesca marittima. Paradossalmente gli organismi istituzionali, privi di un serio legame con gli operatori del settore, finiscono con l'assumere comportamenti che aggravano, invece di risolvere i problemi marittimi. Per esempio: la Regione Siciliana obbliga i pescatori a effettuare un fermo pesca di giorni 30, in periodi diversi agosto: Sicilia Occidentale, settembre: Sicilia Orientale, ai quali solo una parte aderisce al fermo tecnico. Quindi il mare non riposa mai e poi mai, senza poi considerare il danno e la beffa. Durante il fermo pesca dei pescatori marittimi professionali tutti i pesci sono continuamente catturati dai cosiddetti dilettanti dai pescatori della domenica, dai diportisti e perché no anche dai pescatori che effettuano il fermo tecnico. Un vero disastro, altro che ripopolamento ittico.
A proposito di ripopolamento ittico da oltre 9 (nove anni) esiste il Consorzio di ripopolamento ittico del Golfo di Catania. Esiste solo sulla Gazzetta Ufficiale regione Sicilia che consuma solo soldi. Non esiste alcuna iniziativa lodevole che salvaguardi la flora e la fauna ittica. Decreti nazionali per ridurre lo sforzo di pesca tramite la demolizione di motopesca. Un sistema che ha provocato ingiustizie. Due leggi e due misure: da una parte una legge per ridurre lo sforzo di pesca D.M. n. 226/9 dall'altra un altro D.M. 25 luglio 1995, che rilascia nuove licenze di pesca per costruire nuovi motopesca. La tela di Penelope. Solo che nel caso specifico si sprecano migliaia di milioni di euro. La legge sulla riconversione delle reti da posta derivanti (le cosiddette «Spadare» ovvero reti killer). «Il ministero dopo la riconversione emana un decreto che autorizza un sistema cosiddetto «Attrezzi da posta» per catturare il pescespada, aumentando da n. 78 a 1.678 le unità di pesca con le reti derivanti (fissa), creando moltissima confusione e gravi conseguenze per gli armatori che utilizzano le reti da posta confondendoli con gli attrezzi da posta.
Normativa Cee applicata nel nostro Paese con oltre 10 anni di ritardo che ha fortemente fatto lievitare l'aumento della stazza dei motopescherecci da: stazza lorda, espressa in tonnellate, alla stazza internazionale «Gross Tonnage». Difatti la flotta italiana aumenta, tenuto in debito conto che i motopescherecci (e sono tantissimi) che prima avevano una stazza lorda in tonnellate 42, si trovano automaticamente in una stazza internazionale di Gross Tonnage «G. T. 100 con un forte aumento del 60% Regolamento C.E.E. 2930/86, modificato dal Regolamento 3259/94, che definisce la stazza internazionale da stazza lorda in tonnellate a Gross Tonnage, di cui viene applicata nel nostro Paese dopo l'aumento del 60% della potenziale stazza effettiva. Altro che diminuizione dello sforzo di pesca Lettera Circolare datata 28/11/2003, Prot. N. 200321468 = riduzione dello sforzo di pesca tramite la donazione del motopeschereccio alle Onlus senza scopo di lucro per persone diversamente abili. Con questo assurdo passaggio il donatore percepisce un contributo maggiorato del 40%, assurdo, mentre chi demolisce il motopeschereccio percepisce il 40% in meno. Riduzione dello sforzo di pesca con la trasmissione di bandiera vendita all'estero del motopeschereccio, che comprende anche i motopescherecci che hanno sempre pescato nelle acque oceaniche percependo cospicui contributi. Quote tonno Rosso la quota divisa ingiustamente senza tenere in debito conto le tradizioni locali della Sicilia Orientale. Catania ha assegnata pochissime quote tonno rosso. Costruzione nuovi motopescherecci una legge complessa che non aiuta il piccolo imprenditore. Ammodernamento dei motopescherecci sono state escluse le spese per l'acquisto del nuovo motore, senza tenere in debito conto che proprio il motore è la vita principale della barca. Licenze di pesca bloccate dal 1990, mentre alcuni cantieri navali incessantemente sin dal 1990 a tutt'oggi continuano a costruire nuove unità di pesca. Oppure si regalano licenze di pesca per «eventi speciali» e si negano a chi ha pienamente diritto. Leggi e decreti emanati su misura. Per questo il settore è funestato da annosi problemi, mai adeguatamente risolti dagli organismi nazionali, sovranazionali e regionali. Il futuro della pesca marittima deve essere gestito da persone oneste che vantano esperienza nel settore e che rappresentano gli enti, le istituzioni e le amministrazioni locali popolate da armatori e pescatori e non da persone che non conoscono profondamente i problemi della categoria. Il rappresentante deve essere la voce del pescatore, al fine di salvaguardare il vero unico interesse che è quello di una gestione delle risorse ittiche nel pieno rispetto della natura e delle esigenze socio-economiche locali.
Carmelo Micalizzi

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