Federazione Armatori Siciliani

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Sicurezza Alimentare  con il Marchio Siciliano doc "Pis"  (Prodotti Ittici Siciliani) 

Comunicazioni dal PresidenteCarmelo Micalizzi

LE REGOLE E LO SPIRITO DEL «FERMO TECNICO»

Pubblicato su "La Sicilia" del 02/04/2006 pag.

«Meno paletti per la marineria»   
Gli armatori sollecitano la creazione della filiera del conso e di un marchio di specificità   
«Non riusciamo a sostenere la concorrenza di africani e giapponesi»

Sconfinare nel Mediterraneo. Oltrepassare i confini delineati dalla legge, per spingersi lì dove ancora il mare offre tutta la sua ricchezza: oltre 20 miglia dalla costa, il limite entro il quale oggi è possibile effettuare la pesca senza incorrere in pesanti multe. Questa la richiesta più urgente da parte degli armatori, che ieri si sono riuniti attorno al tavolo istituzionale per parlare - insieme agli enti pubblici - di quella «realizzazione del distretto pesca, che dev’essere costituito con urgenza, soprattutto oggi che le problematiche legate al comparto non consentono la crescita del mercato - spiega il presidente regionale della Federazione armatori, Carmelo Micalizzi - basti pensare che nel nostro Paese il 90% della flotta nazionale è abilitata entro le 20 miglia, il 5% entro le 40 e solo l’altro 5% può solcare il resto del mare: una politica di pesca che costringe i nostri pescatori a non sconfinare, mentre i pesci vengono catturati dai pescherecci europei, africani e giapponesi. Vogliamo chiedere alla Regione di eliminare i paletti che bloccano la nostra attività». E si riferisce anche all’ammodernamento della flotta, tra le più antiquate del Paese; alla pianificazione del settore, in un comparto dove regna sovrano l’individualismo; alla tracciabilità del prodotto ittico, in un momento che vede la richiesta dei consumatori di garanzie alimentari. La necessità di creare un dialogo tra Sicilia orientale e occidentale, poi, diventa fondamentale per agire in sinergia e avanzare istanze legislative: «Le associazioni dei comuni rivieraschi della provincia non si sono mai unite per sviluppare la filiera - continua Angelo Testa, dell’Associazione piccola pesca di Acitrezza - cosa che invece avviene a Licata, Porto Palo e Trapani. Noi  dobbiamo difendere le peculiarità della nostra pesca, che trattandosi per la maggior parte di palangaro, si differenzia dallo strascico di Mazara del Vallo e dal cianciolo di Sciacca». Il palangaro, noto anche come palamito o conso, è l’attrezzo più usato dalle nostre parti: è costituito da una lunga serie di ami innescati e collegati ad un unico cavo - lungo anche diversi chilometri - tramite filo di nylon: «Questa tipologia di pesca ci consente di essere grandi distributori di spadotti, tonni e alalunghe - spiega Giuseppe Valastro, presidente del mercato ittico di Acitrezza - e di canalizzare la vendita anche all’estero, dove esportiamo oltre il 50% di prodotto». Lui, che rappresenta una piazza mercantile che, con i suoi 800/900 mila chili di pesce la settimana, conta un giro d’affari che contribuisce a sostenere l’economia, è convinto che «grazie al supporto degli enti si potrebbero risolvere problemi di logistica, come quelli inerenti gli spazi-vendita (insufficienti) o i canali di trasporto. Soltanto con l’aiuto della pubblica amministrazione si possono pensare nuove soluzioni legate alle strutture e alla distribuzione». Percorrendo la filiera che passa dalla ricerca, alla pesca, allo sbarco, al commercio e alla trasformazione, grande attenzione è stata data ieri all’adeguamento delle norme di sicurezza e alla tracciabilità del prodotto: «Da tempo chiediamo la creazione di un marchio, il Pis (prodotto ittico siciliano) - spiega Micalizzi - e di direttive che obblighino i venditori a dotare le cassette di un’etichetta che mostri provenienza e nome del peschereccio. L’iniziativa rappresenterebbe l’atto concreto per mettere a punto nuove forme di marketing territoriale». I numeri, infine, che fanno della nostra marineria il cuore dell’economia territoriale: la flotta siciliana conta 3500 barche (piccole e grandi) e 10 mila pescatori, quella catanese circa 400 imbarcazioni con 1500 addetti ai lavori.

La Federazione armatori siciliani sembra ormai vicina alla soluzione che abiliterà le imbarcazioni a pescare oltre le 20 miglia

LA PROTESTA APPRODA ALLA DIREZIONE MARITTIMA E IN PREFETTURA «Blue box? E’ giusto essere tolleranti con i pescatori»

Protesta pescatori prevale la «Tolleranza» si apre uno spiraglio nella vertenza delle marinerie joniche
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INCONTRO A NUOVALUCE «La Provincia al fianco dei pescatori»
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«NO» AI CONTROLLI CON IL SATELLITARE - Martedì gli armatori restituiranno le licenze

« Meno paletti per la marineria »  creazione della filiera del conzo e di un marchio di specificità 
« Il Mare e il futuro del Pesce Azzurro...»

Pesca, Protesta degli Armatori  «No a nuovo Fermo Tecnico».

Oggi Protesta degli Armatori e pescatori alla Provincia.

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