Federazione Armatori Siciliani

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Sicurezza Alimentare  con il Marchio Siciliano doc "Pis"  (Prodotti Ittici Siciliani) 

Comunicazioni dal PresidenteCarmelo Micalizzi

LE REGOLE E LO SPIRITO DEL «FERMO TECNICO»

Pubblicato su "La Sicilia" di Sabato 29 Aprile 2006 pag. 37

«Ci incateneremo alle barche»

No al blue box. Il presidente degli armatori: «Sconfiniamo per sopravvivere»

«Martedì prossimo, 2 maggio, ci incateneremo alle nostre imbarcazioni nei porti di Riposto e Acitrezza, per protestare contro il grave stato di abbandono in cui versa il settore della pesca, causato dal disinteresse dei nostri politici. Analoghe manifestazioni saranno presto attuate anche negli altri porti della Sicilia e della Calabria». Lo ha annunciato il presidente della federazione armatori siciliani che così intende protestare contro il controllo satellitare delle barche da pesca, «imposto - continua - indiscriminatamente a tutte le imbarcazioni attraverso il “blue box” (il controllo del mezzo via satellite), che ha determinato una situazione della pesca ormai insostenibile anche per le pesanti multe e il fermo del mezzo che viene sorpreso a sconfinare». Micalizzi in particolare contesta il meccanismo soprattutto per quelle imbarcazioni che effettuano la pesca di alalunga, pescespada e tonno «per le quali la limitazione di pesca entro le venti miglia è illegittima e anacronistica. In primo luogo - continua Micalizzi - il limite si scontra con la lunghezza del “palancaro derivante” utilizzato per la cattura di alalunga, tonni..., che è lungo circa 35 miglia e dunque anche se venisse calato all’interno del porto, è destinato a sconfinare. Tra l’altro il palancaro non è stabile, ma varia secondo le correnti». Il presidente degli armatori poi contesta la mancanza nelle venti miglia del cosiddetto «banco di pesci», il gran numero di pescispada e alalunga che trova il suo habitat oltre le sessanta miglia dalla fascia costiera del mediterraneo «dove - spiega ancora Micalizzi - viene catturato sistematicamente da tutte le flotte peschereccie straniere che poi ce lo rivendono. Il limite quindi non potrà mai essere rispettato. Per questo - continua - impedire la pesca oltre le venti miglia rappresenta una grave violazione del principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 della costituzione ». Micalizzi conclude chiedendo per le barche che effettuano la pesca di alalunga, pescespada e tonni l’estensione del limite a cento miglia: «In caso contrario - ha concluso - le imbarcazioni dovranno essere smantellate».

Tre progetti-sicurezza per la filiera ittica I consumatori sono sempre più attenti a ciò che mangiano. La sicurezza alimentare segue protocolli sempre più rigidi e ricercati per assicurare agli utenti la massima igiene. La parola d’ordine è «tracciabilità della filiera ittica». Per questo sono stati realizzati tre progetti di ricerca scientifica, coofinanziati dall’Ue e dalla lega pesca Sicilia (sezione di Acireale, direttore scientifico la biologa marina Valeria Coco). I tre progetti riguardano: la sicurezza alimentare, la tracciabilità e la creazione di maggiore valore aggiunto.

La Federazione armatori siciliani sembra ormai vicina alla soluzione che abiliterà le imbarcazioni a pescare oltre le 20 miglia

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Oggi Protesta degli Armatori e pescatori alla Provincia.

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