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LE REGOLE E LO SPIRITO DEL «FERMO TECNICO»
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Pubblicato sul Giornale di Sicilia, Venerdì 11 Novembre 1994 Pescatori, leggera ripresa e più controlli «anti-colera» Mercati ittici in leggera ripresa nel Catanese, dopo due settimane nere per i pescatori e i rivenditori di pesce: la gente ha ripreso ad acquistare nei mercati, anche se ancora con timore. Ma il fenomeno è destinato a durare ancora, in attesa che i focolai del vibrione vengano definitivamente debellati. «In Sicilia, la situazione igienico-sanitaria del pescato, è decisamente tranquilla», afferma Carmelo Micalizzi, presidente della Federazione degli armatori siciliani, il quale butta acqua sul fuoco, per tranquillizzare i consumatori etnei, a riprendere in massa ad acquistare il pesce. La Federazione non intende, inoltre, restare a guardare e, per vincere l'ostracismo emotivo dei catanesi, timorosi di contrarre il virus, si è incontrata con il comandante della Capitaneria di porto, affinché si faccia parte diligente presso il prefetto di Catania, per inibire l'eventuale importazione di pescato dalla Puglia, diventata Regione «a rischio», anche se i nostri commercianti, aggiunge Micalizzi, non tengono abitualmente rapporti commerciali con gli operatori pugliesi. I responsabili degli armatori, attraverso i loro associati, stanno vigilando nei mercati o presso i punti vendita al dettaglio, che specie ittiche non presenti nei nostri mari, siano immesse clandestinamente sui nostri mercati, turbando ulteriormente i consumatori e aggirando le rigorose disposizioni emanate dalle autorità sanitarie che stanno sottoponendo ad attente analisi il pescato venduto nei mercati all'ingrosso. I pescatori, infatti, sono pronti ad affiancarsi al Nas (Nucleo antisofisticazioni) dei carabinieri, e a segnalare eventuali partite di pesce di dubbia provenienza, a quest'ultimo o alla Capitaneria di porto. La Federazione propone al presidente della Regione a all'assessore regionale alla Cooperazione e Pesca, di emanare un provvedimento che imponga sia ai pescatori, che a tutti i rivenditori di pesce, di indicare la provenienza del pescato, una specie di marchio doc, tramite delle bolle di accompagnamento, che renderebbe più difficoltosa la commercializzazione del pesce, ma darebbe più serenità ai consumatori. Quanto all'uso dei pescatori pugliesi di lavare il pesce o i frutti di mare, con abbondante acqua di mare prelevata dalle acque dei loro porti, il rappresentante degli armatori rassicura l'opinione pubblica, aggiungendo che i pescatori nostri usano prelevare acqua di mare quando sono al largo, immettendola in capaci vasche, dove aggiungono del ghiaccio, un'operazione che serve a mantenere il pesce raccolto nelle migliori condizioni igienico-sanitarie, tant'è che mai, finora, si sono registrati casi di epidemie dalle nostre parti. |
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